giovedì 2 agosto 2018

Emerisco Liceate: un banchiere afragolese con l'animo di poeta.

Tramonto ripreso dalla località Santa Maria la Nova, presso la Scafatella.


E’ tempo di estate, di ristoro, di mare&monti, esplorazioni nelle valli e letture pigre sdraiati in riva al mare mentre si sorseggia una birra e il sole tramonta.
Beati voi, lettori. Il direttore di questo sito resterà in città ad agosto, come la sentinella d’Israele a guardia della Gerusalemme invasa dai Babilonesi. Non che ciò sia eccessivamente tragico, ma il caldo maledetto di questi giorni debilita e rende difficile la vita in questa landa di cemento che è la Città metropolitana di Napoli. Oltretutto il silenzio sembra diventato un optional a queste latitudini: ad ogni ora si sentono stridii di freni, sgommate di moto, grida acute di madri isteriche e mocciosi viziati, picconate, trapanate, spari, musica ad alto volume. E’ saltato tutto negli ultimi 5 anni nella città di Afragola, dalla sicurezza alla creanza: tra poco salteranno anche gli ultimi nervi e staremo apposto.
In questo tempo di caldo asfissiante, non è il caso di metter mano a imponenti articoli o dossier, tanto più che la nuova edizione de “Il caso Afragola” è finalmente in produzione e quindi rinvio a quella pubblicazione saggi più interessanti. Così ho deciso di rilasciarvi questi nuovi “fatti e fatterelli” della storia della nostra città, pillole di episodi che riprenderemo con la ripresa autunnale. Spero vi distraggano un po’.

Un banchiere dall'animo virgiliano.

Di Michele Rocco ho già pronto un medaglione, che pubblicherò fra qualche mese. Qui do qualche appunto giusto per farvene interessare:
Rocco Michele: figlio di Giovanni Battista e di Antonia Corcione, nacque nel 4 maggio 1718 in Afragola. Studiò grammatica e belle lettere nelle scuole de’ gesuiti, si applicò alla filosofia ed alla legge, indi si addisse a pubblici banchi, e divenne Cassiere maggiore nel Banco dello Spirito Santo, per la qual carica si richiedeva la qualità di onesto e istruito proprietario, come egli era. Fu ascritto all’arciconfraternita di s. Giuseppe dell’opera vestire i nudi, e siccome questa congrega era composta in gran parte di mercanti, il Rocco, per far divenire più solida e duratura questa pia ed utilissima opera, fu il primo a proporre ed invitare ad iscriversi molti illustri titolati e nobili. Cessò di vivere in Napoli il 19 giugno 1790. Nel 1785 diede alle stampe De Banchi di Napoli e la loro origine, libro interessantissimo. Oggi mentre si cerca distruggere questa bella istituzione, contemporaneamente se ne aumenta il numero; e questo libro divenuto raro viene da tutti ricercato. Il nostro Rocco versato nel latino e prendendo diletto a far versi nel napoletano; per semplice suo divertimento cominciò a far traduzione della Buccolica e della Georgica di Virgilio, lo che saputosi dal Porcelli, che stava ristampando le opere in dialetto, gli fe tali e tante premure che il Rocco le compi e, scrivendo anche la vita di Virgilio, donò il tutto al detto Porcelli, e questo la stampò nei vol. 24 e 25 della sua collezione, che pubblicò nel 1789. Queste traduzioni portano il nome di Emerisco Liceate Pastore Arcade. Furono ristampate nel 1835 dalla società Filomatica”1.

Austriaci in Afragola?

Abbattuto Napoleone, le potenze vincitrici si apprestarono a rimettere ordine anche negli Stati occupati dalla Francia. Nel 1815 gli austriaci giunsero nel Regno di Napoli, restaurando l’autorità di Ferdinando IV di Borbone. Per piegare le ultime forze filomurattiane, si giunse allo scontro che fu perso dai napoletani. Fu firmata cosi una tregua che imponeva l’occupazione di centri strategici alle porte di Napoli. E così leggiamo che:
Articolo 3 comma 3 delle Convenzioni militari: Il 22 maggio l’armata Austriaca pone la sua posizione nella linea di Aversa, Afragola, Melito e Giugliano”2.
Una domanda sorge spontanea: gli austriaci riuscivano a pronunciare il nome della nostra città :) ? Questione peregrina? Anni fa mi occupai di un cultore di cose storiche che sulle difficoltà di pronuncia degli occupanti francesi dedicò un’attenzione pedante (leggi: LINK). A ognuno i suoi balocchi: chi la Storia, chi le storielle.

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Note:

1 Pietro Martorana, Notizie biografiche e bibliografiche degli scrittori del dialetto napoletano, Napoli 1874.

2 Pietro Colletta, “Opere rare e inedite”, vol. I, p. 178, Napoli 1861.

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