mercoledì 11 luglio 2018

Adele Vitale: la scuola come punto di riferimento.

La Ds prof.ssa Adele Vitale.

Oggi incontriamo la preside Adele Vitale, Dirigente d’Istituto del liceo scientifico statale “Filippo Brunelleschi” di Afragola. La intervistiamo per la sua storia personale didattica e giornalistica e per avere un suo parere sul futuro della scuola.

D. Preside, quando ha iniziato la sua carriera scolastica?

R. Mi sono laureata nel 1976 in Lettere classiche. Ho iniziato la mia carriera nelle scuole superiori dell’Istituto Brando di Casoria, poi sono stato supplente per le scuole medie per dieci anni, in attesa del concorso di ruolo. Superato il concorso per l’insegnamento di ruolo nelle scuole superiori, ho scelto come sede il liceo Filippo Brunelleschi nell’anno scolastico 1987/88. Qui sono stata titolare di cattedra in materie umanistiche (italiano e latino) per 21 anni, per le classi del triennio. Nel 2009 ho sostenuto il concorso per dirigente scolastico e, superatolo, sono stata chiamata in Abruzzo, a Notaresco, restandovi per tre anni. Successivamente mi sono spostata nel Lazio, a Latina, per un anno, e poi sono tornata in Campania, prima a Miano, quartiere napoletano molto difficile, e infine al liceo Brunelleschi, dove sono dirigente da 4 anni.

D. Lei ha unito alla carriera scolastica quella giornalistica, col nome di Edy Vitale. Come ha iniziato? E scrive ancora?

R. Ho iniziato la carriera giornalistica insieme a quella didattica. Sono stata corrispondente del Roma per 4 anni, subito dopo la laurea. Scrivevo articoli di cultura, fra cui il ritrovamento di reperti archeologici, grazie alla mia amica archeologa, Claudia Bencivenga. Stavo per passare alla sezione della cronaca nera, ma ho deciso di lasciare la collaborazione attiva dal 1980, con il moltiplicarsi dei miei impegni professionali e personali. Quando ero in Abruzzo, il direttore de Il Giornale di Casoria, Carlo De Vita, mi chiese la collaborazione per una rubrica che voleva affidarmi, “L’Emigrante”. Così mi sono dedicata alla produzione di articoli legati alla vita di chi vive l’esperienza di emigrazione dal suo mondo all’altro, come i viaggi che svolgevo come pendolare o episodi legati alla vita didattica delle realtà che dirigevo. Tornata qui a Napoli, ho di nuovo sospeso la collaborazione perché il tempo è venuto meno.

D. Lei è da 4 anni dirigente del liceo Brunelleschi. Quali problematicità ha trovato al suo arrivo?

R. Quando arrivai, mi sono resa conto di trovarmi davanti a una scuola impegnativa. Il numero degli allievi è elevato, più di 1300, non contando il corpo docente e il personale ATA. Ho instaurato un rapporto di dialogo con i docenti e i rappresentanti di istituto degli studenti, per affrontare i problemi della vita d’istituto, come il vizio del fumo fra i ragazzi. Il rapporto con i docenti è sempre stato collaborativo, e penso sia dipeso dal fatto che già conoscevo l’ambiente: ciò ha reso più facile instaurare un rapporto umano proficuo.

D. Dove va la scuola italiana?

R. La situazione è piuttosto confusa. Confusi i capi d’istituto, i professori, i genitori e sopratutto i ragazzi. L’inserimento di nuove attività, come l’Alternanza scuola/lavoro, da una parte è stata vista come una possibilità di rinnovamento, ma d’altra parte è stato complicato per i licei questo avvicinamento al mondo del lavoro, perché abbiamo dovuto trovare percorsi che aderissero al programma scolastico. Questo secondo anno di ASL è andato molto bene, abbiamo avuto interessanti ricadute sul territorio e abbiamo implementato i rapporti di collaborazione con il mondo della scienza. Molto successo ha avuto l’esperienza di “tutoraggio” di alcuni nostri studenti che hanno insegnato la lingua francese nella vicina scuola primaria “ G. Marconi” e che speriamo di replicare.

D. Cosa serve alla scuola italiana?

R. Credo che servano punti di riferimento. Dare delle regole precise, non parlare continuamente di massimi sistemi, bisogna rivedere la sicurezza delle scuole con la collaborazione degli organi preposti, in modo che si possa lavorare in ambienti adeguati per studenti, docenti e personale ATA.

  • Grazie preside Vitale, buon lavoro.

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