domenica 3 giugno 2018

Un' Avvertenza ai lettori.

Conosci te stesso.


Giunti ormai a 360 articoli e a quasi mezzo milione di pagine visitate, con contatti e visualizzazioni provenienti da più parti, anche dall’estero (Germania e Brasile in testa), ho deciso, cari lettori, di porre mano a una revisione completa del blog.
Nessuno mi paga per mandare avanti questo sito, quindi posso ammettere candidamente che qualche articolo scritto nel periodo antecedente al 2016 è da rivedere completamente. 

Come sapranno i miei lettori più affezionati, la mia permanenza in Germania cambiò totalmente il mio modo di vedere, scrivere e “fare” Storia. I più attenti fra voi avranno notato il notevole stacco qualitativo fra gli articoli scritti prima e dopo il 2016. Gli scritti precedenti questa data, seppure siano nella sostanza valevoli poiché ho sempre lavorato sulle fonti di volta in volta disponibili, non mi soddisfano nella forma: troppo sintetici, troppo poco analitici e sopratutto, orrore degli orrori, privi di note esplicative.
Bisogna considerare il contesto: fondato in un momento dolorosissimo della mia biografia personale, in perenne lotta contro chi si dilettava di Storia facendo passare le proprie opinioni per fatti, il sito ha visto il rilascio di articoli che, ripeto, seppur non erronei dal punto di vista delle notizie ivi contenute, pure avevano uno stile giornalistico che già allora mi aggradava poco, figuriamoci adesso. Avrei aspettato il compimento del primo lustro di vista del blog per avviare questa operazione, ma i contatti sempre più fitti con studenti, studiosi, professori universitari mi hanno convinto ad anticipare i tempi, poiché troppo spesso si viene giudicati più sul proprio passato che sul proprio presente.

A partire da questo mese e per tutta l’estate, quando me lo permetteranno gli impegni lavorativi e universitari, sottoporrò a severo esame tutti gli articoli pubblicati, aggiornando gli anacronismi inevitabili dopo oltre 4 anni e mezzo ed eliminando lo stile facilone e giornalistico che ha caratterizzato qualcuno di essi.
So benissimo che la pedanteria storica è superflua quando si lavora in un contesto culturale asfittico e in cui la Storia viene perfino malvista se non è tratta da “figli e nipoti di”. Potrei pure fare a meno di questa revisione, ma essa serve più a me per chiudere la fase dilettantistica del blog e dargli un abito scientifico dignitoso che agli altri.

Conclusa questa operazione auto - revisionista o questo maquillage che dir si voglia, potrò finalmente portare il sito, come sto facendo già da qualche mese, verso ben altri approdi, e lasciare il campo della Storia di Afragola a qualcun altro.

2 commenti:

  1. Scusa, in che senso lasci il campo della storia di Afragola a qualcun altro?

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    1. In questa città, sign. Di Lena, non mancano sapitori di "secrete cose". Ci sarà sempre qualcuno, a queste latitudini, che farà storia. Come la farà e come la scriverà, poi, è un altro paio di maniche.

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