mercoledì 27 giugno 2018

Le dieci famiglie che "fondarono" Afragola.

Statua equestre del Re Ruggero nel quartiere Oberdan.

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Il direttore di questo sito è attualmente impegnato sia nei suoi lavori accademici ed editoriali sia nei suoi impegni universitari. Ciò impedisce la realizzazione di saggi storiografici imponenti (credo con gioia di qualcuno di voi lettori). Ci si limita quindi a questo articolo, che pone l’accento su una curiosità della genesi di Afragola.

C’è una fonte storica afragolese di particolare valenza per quanto riguarda le origini della nostra comunità. E’ nota da molti anni, e ha diviso più che unito gli storici locali. Parlo di quella “Relatione historica della fondatione della chiesa di S. Marco della Selvetella”, nota dal 1682. Non è questa la sede per analizzarla, lo faremo in un apposito dossier. Oggi tratteremo della prefazione all’opera, intitolata “Giuseppe Bocrene ai lettori”.

Un autore misterioso.

Bocrene descrive la nascita di Afragola, che per lui sarebbe stata fondata nel 1140 da alcuni soldati provenienti “dallo Stato pontificio e dalla Toscana” e postisi alle dipendenze di Ruggero il Normanno, il quale in cambio dell’aiuto militare avrebbe loro concesso terre nel sito della futura Afragola. Bocrene pubblica l’elenco delle 10 famiglie che fondarono la città: Castaldo, Fusconi, Iovini, Muti, Tuccillo, Commeneboli, Fortini, del Furco, Cerbone e de Stelleopardis. Il Nostro specifica anche che solo le prime otto vennero “nell’anno 1140 ad habitare e fundare l’Afragola”, mentre le altre due famiglie restarono a Napoli al servizio del Re.

Castaldo. E’ una derivazione abbastanza chiara di “Gastaldo”, termine che indicava l’a mministratore dei beni fondiari di duchi e conti longobardi. Risale quindi all’Alto Medioevo, persino all’VIII secolo, quando buona parte della penisola era sotto il controllo dei Longobardi. Altre forme sono Gastaldo, Castaldi, Castalda. 
Fusconi. Deriva, come Fusco, dall’aggettivo latino per “scuro”, di pelle o di capigliatura. Molto diffuso in Italia centrale, è attestato nel Regno dall’età angioina. 
Iovini (anche nella forma Iovino). Risale all’aggettivo “iuvenis, is”, giovane. E’ attestato in Afragola dal 14541
Muti. Deriva dall’aggettivo muto, evidentemente indicante una disabilità vocale. La famiglia Muti fu molto nota in Afragola se avevano un’area del casale ad essa dedicata, “piazza de’ Muti”, posta presso il rione San Giorgio. Del resto erano patroni di una cappella in Santa Maria d’Ajello, la seconda a destra. Sono attestati in Afragola dal 12772
Tuccillo. Sono una famiglia storica di Afragola, documentati dal Cinquecento. Ne parleremo in un apposito articolo.
Fortini. Deriva dall’aggettivo, “fortis, forte”, forte. Presente anche nella versione “Forte”, sono documentati in Afragola dal XVI secolo. 
Del Furco. Hanno forse una comune ascendenza con cognome Fusco. Sono documentati in Afragola solo per il possesso del patronato di una cappella in Santa Maria d’Ajello, la terza a destra, attestata nella S. Visita del 1542. Commeneboli. Non si hanno notizie su questa famiglia allo stato attuale della ricerca, in ambito medievale. 
De Stelleopardis. Ascendenza longobarda3. Ad Afragola sono attestati solo Domenico , frate predicatore e presunto autore della Relatione historica succitata, e Ippolito, parroco di San Marco nel 1390, quasi sicuramente suo parente. Se non la stessa persona (ma di questo ne parleremo a tempo debito). 
Cerbone. Originario dell’Italia centrale. È un cognome attestato in Afragola fin dal 1402.
Queste ultime due famiglie giunsero nel casale solo più tardi. Non sono da ritenersi quindi famiglie fondatrici di Afragola. Questo titolo dovette col passare del tempo essere piuttosto ambito, poiché altri se lo attribuirono nei secoli posteriori al XII. Bocrene segnala infatti che anche le famiglie “Layaz, Cimini, Costanzo, Russo, Piscopo, Capone, Guerra, Herrichelli, de Sylvestro, Zanfardini et altre si dicono dell’antico demanio”, ma che evidentemente non lo sono, per Bocrene.

Ma chi era costui? Recentemente questo “Bocrene” è stato identificato in Giuseppe Cerbone (1649 - 1706), arciprete di Afragola, parroco di San Marco dal 1692 al 1702 e di San Giorgio dal 1702 fino alla morte. L’identificazione è attribuita da Carlo Cerbone, giornalista Rai prestato alla storiografia, in una delle sue opere4. Cerbone (giornalista) presenta alcuni indizi per la sua ipotesi su Cerbone (arciprete): indizi che non fanno una prova e che paradossalmente hanno il merito di smontare l’impianto di notizie di Bocrene stesso. Ma ne parleremo in maniera approfondita nel dossier sulla Relatione historica.

Note.

1 Gaetano Capasso, Afragola. Origini, vicende e sviluppo di un casale napoletano, Napoli 1974, pag. 206.

2 Ibidem, pag. 164.

3 Emidio De Felice, Dizionario dei cognomi italiani, Milano 1978, pag. 189.


4 Carlo Cerbone, Afragola feudale, Frattamaggiore 2002, pag. 12.

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