lunedì 18 giugno 2018

Afragola d'arte. Il Castello - Corte interna.

Angelo reggente il lembo del mantello mariano.

Nota: dopo ben 6 mesi torna la rubrica “Afragola d’arte”. Lo iato fra questo e l’ultimo numero della rubrica si spiega sia con la ripresa della vita universitaria del direttore sia per la partecipazione dello stesso ai corsi di Alternanza scuola/lavoro del liceo “Filippo Brunelleschi” di Afragola.
Anche i precedenti numeri di questa rubrica, giunta al suo secondo anno di vita, verranno sottoposti alla revisione che sto conducendo da tempo e di cui ho informato i miei lettori poche settimane fa (leggi se non l’hai già fatto: LINK).


Articoli correlati: Nota storica (LINK), Prospetto (LINK)
Il castello, una difficile genesi (parte I: LINK ; parte II: LINK).


L’interno della struttura non presenta ormai più nulla dell’antico maniero del XIV – XV secolo. Il settore occidentale è occupato dagli appartamenti delle Suore Compassioniste e dai locali della scuola elementare gestita dalle religiose mentre il settore orientale presenta un giardino centrale confinante con le mura perimetrali “nuove”. Nulla più resta infatti delle mura originarie, cadute all’indomani della lottizzazione del maniero originario e alla sua trasformazione in appartamenti privati. Lo scempio di allora è ancora ben visibile passeggiando intorno alla struttura, divisa in tanti palazzi a corte. Il giardino presenta un notevole affresco dell’“Addolorata tra le suore”. 
La Vergine è ritratta ai piedi della Croce, con lo spadino della sofferenza nel petto, mentre allarga le braccia e il suo mantello per proteggere le religiose ritratte sotto di lei. I lembi del mantello azzurro sono sostenuti da due angeli, mentre altri sono visibili intorno alla Vergine. Le sei religiose ai piedi di Maria, tre per lato, non sono ritratte, eccetto per la prima a a destra, del cui volto si intravede un occhio. E’ probabile che la mancanza di fattezze sia dovuta alla degradazione dell’opera. Difatti l’affresco è molto rovinato, tanto da presentare solo il rinzaffo1 nel registro inferiore. 

Affresco "Addolorata tra le suore".

La Croce presenta una scala, elemento artistico inusuale nel patrimonio artistico afragolese. La scala è un elemento simbolico esoterico ed essoterico molto antico che si rifà al noto sogno di Giobbe. Costui sognò una scala poggiata sulla terra con la cima che toccava il cielo percorsa da angeli che salivano e scendevano da essa2. A tale sogno fa riferimento Gesù stesso nel dialogo con Nataniele: “In verità ti dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo”3. La scala ha un significato duplice. Essoterico, cioè chiaro e intuibile a tutti: rappresenta il mezzo pratico con il quale il corpo di Gesù è staccato dal legno e deposto. Esoterico, cioè nascosto o comprensibile a livello di lettura più accorto: è la rappresentazione dell’ascesi dell’uomo verso Dio, ascesi che avviene con prove sempre più difficili per il corpo terrestre, simboleggiate dai pioli.
L’affresco, attribuito ad Angelo Mozzillo per la vivacità dei colori e l’espressività del volto della Vergine, non ha più la firma, persa evidentemente con il rovinìo del registro inferiore. Tale opera rappresenta l’unica reliquia artistica presente nella corte dell’edificio. 
Con questo contributo chiudiamo la trattazione (di tipo artistico) riguardo l’ex castello di Afragola. Secondo la modalità narrativa che ci siamo dati, la cappella dell’Addolorata, posta nel perimetro dell’edificio, è da considerarsi però come ambiente estraneo al maniero. Ne parleremo la prossima settimana.

Note

1 Un affresco è costituito essenzialmente da tre strati: rinzaffo, strato di malta che si pone sulla nuda pietra per coprirne le irregolarità; l’intonaco, sopra il rinzaffo, base dell’opera; la pellicola pittorica propriamente detta.

2 Genesi 28, 12. 

3 Giovanni 1, 51.

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