domenica 27 maggio 2018

Il castello di Afragola: una difficile genesi - parte II.

Il castello e la chiesa di San Giorgio in una foto d'epoca del Novecento.



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Ecco le domande principali che ci vengono dalla lettura delle fonti riportate nella prima parte di questo studio (che invito a leggere):

1. L’autore ha sbagliato prima, nell’indicare un fortilizio come torre o dopo nel chiamare una torre col nome di fortilizio?
2. Dov’era sito il fortilizio? E chi era Giordano Pandone?
3. Che fine ha fatto Carluccio Minutolo?
4. Il castello è derivato dalla torre o dal fortilizio?

Possiamo rispondere solo in parte a tali quesiti affidandoci ai metodi storiografici:

1. Il Cronicon, come è stato fatto notare, riporta fatti ed episodi trascritti quasi “in presa diretta”, segno che l’anonimo redattore era consapevole e spesso testimone diretto di quanto narrava. Sicuramente non bisogna considerare la torre di Minutolo un semplice bastione ad uso di avvistamento, visto che in un passo è citata una moltitudine di persone che la occupano, episodio che mal si concilierebbe con una semplice struttura parallelepipeda. Né possiamo concludere semplicisticamente che l’autore, preciso in tali punti, si sia confuso scambiando un fortilizio per una torre, per due volte per di più. Bisogna quindi considerare l’ipotesi che si stia parlando di due costruzioni diverse.

2. Alcuni cultori di storia locale novecenteschi hanno avanzato l’ipotesi che il fortilizio possa coincidere con una costruzione sita in via Alighieri, a una curva naturale della strada, posta a valle della piccola collina del rione Miranda. Tale ipotesi, pur suggestiva, non sembra reggere alla geografia: pur tralasciando il problema se l’attuale costruzione in via Alighieri sia una fortificazione o una masseria, essa è posta ai confini dell’antico casale verso Acerra mentre è ovvio pensare che i partigiani della regina reggente volessero portarsi il più vicino possibile a Napoli.

3. Carluccio Minutolo scompare da questo momento dalla scena. In effetti, a ben analizzare le citazioni che lo riguardano, di lui non si è mai parlato se non in relazione alla torre. Tale costruzione poteva essere una sua proprietà oppure una semplice mansione affidatagli dalla casa regnante legittima. Propendo per la prima ipotesi, sia per l’uso del genitivo nel testo latino originario – che indica una stretta connessione fra soggetto e oggetto specificato – sia per l’abitudine della casate nobiliari di dotarsi di manieri o piazzeforti nel contado, abitudine ereditata quasi sicuramente dal periodo svevo.

4. Questo è il punto nodale. Se, allo stato attuale della ricerca archivistica e archeologica, escludiamo (vedi n. 2) che il fortilizio sia sopravvissuto nella costruzione di via Alighieri, e se accettiamo l’ipotesi (vedi n. 1) che la torre di Minutolo e il fortilizio tenuto da Pandone siano due edifici distinti, ritengo che sia lecito affermare che quest’ultimo sia da identificarsi con l’attuale castello.
E che quindi in Afragola, alla fine del XIV secolo, esistessero almeno due costruzioni di tipo militare: la torre dei Minutolo, scomparsa e di ignota ubicazione, e il fortilizio occupato da Pandone, divenuto successivamente il nostro maniero, sito nel luogo attuale.

Due fonti diverse complicano ulteriormente le cose.
Giuseppe Castaldi, giurista e primo cultore storico di Afragola – scrisse nelle sue famose “Memorie”(p.49) a proposito del castello:

Non è menzionato nella vendita fatta da Carlo III di Durazzo nel dì 2 maggio 1381 alla famiglia Capece – Bozzuto né da Pandolfo Collenuccio, il quale ci lasciò scritto che Giacomo Sforza, uno de’ generali di Luigi d’Angiò, marc iando per la conquista di questo Regno contro Alfonso d’Aragona nel 1420, si accampò con il suo esercito nel Comune di Afragola e indi dopo diversi mesi, intesa la venuta di Alfonso in Napoli, si partì dallo stesso Casale, e non parla affatto di alcun castello che ivi fosse esistito”.

Quindi nel 1381, quando Carlo III di Durazzo, marito di Margherita, vende il feudo di Afragola ai Bozzuto, non esisteva nessuna costruzione militare. C’è un problema, però. Se Giacomo Sforza non occupò nessun castello, dove ospitò il suo esercito? Da escludere il centro abitato, troppo piccolo. Da escludere i campi, troppo dispersivi. Non resta quindi che una sola conclusione: la torre e il fortilizio del 1392, riadattati alla bisogna per l’occasione, pur se non citati da Collenuccio.
Infine un anonimo cronista, descrivendo la calata dei francesi di Carlo VIII a Napoli nel 1495, per l’inizio delle famose “guerre horrende d’Italia”, scrive che essi:

venero a la Fragola et pigliaro lo castiello”.

Il fortilizio del 1392 è diventato, un secolo dopo, un vero e proprio maniero per uso difensivo. Mentre della torre di Minutolo non si fa più menzione.
Quindi, ricapitolando. Allo stato attuale della ricerca storiografica e archeologica, abbiamo:

a. 1381: Carlo III non cita nessuna costruzione militare nella vendita del feudo di Afragola.

b. 1388: è citata, dal Cronicon Siculum, una torre appartenente alla potente famiglia Minutolo. Non da intendere come torre ma più come piazzaforte, visto che ospita centinaia di soldati per alcune settimane.

c. 1392: il 26 giugno si cita, nel Cronicon, la torre dei Minutolo. Il 1o luglio, sempre nella stessa fonte, si cita un fortilizio occupato da Geordano Pandone.

d. 1420: Giacomo Sforza occupa il casale di Afragola per alcuni mesi e non trova nessun castello da occupare.

e. 1495: i francesi occupano il casale di Afragola e prendono possesso del castello, citato da un anonimo per la prima volta con questo nome.

Possiamo avanzare quindi l’ipotesi seguente:

Il castello attuale fu inizialmente un fortilizio, citato per la prima volta nel 1392, distrutto o ignorato nei primi anni del Quattrocento tanto da non essere citato nel 1420 e ricostruito fra il 1420 e il 1495. La torre dei Minutolo, scomparsa, non è da confondere con l’edificio posto in via Alighieri e diventato oggi un condominio, la cui data di realizzazione è per adesso ignota ma successiva, a lettura delle fonti, all’epoca angioina.


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