venerdì 23 marzo 2018

L'abate Aniello Casilli e il dizionario multilingue del 1861.

Poche righe di grande significato: una nuova vita è immessa n el mondo.


Serendipità. E’ il termine che indica il ritrovamento inaspettato di una cosa mentre se ne cercava un’altra. E’ quello che mi capita sovente durante le mie ricerche sul web relative a numerosi campi. Nella fattispecie stavo ricercando una fonte indicata in nota a un mio testo per la storia socio – religiosa del Regno duosiciliano quando ho ritrovato una notizia biografica relativa a un illustre afragolese, naturaliter dimenticato dai suoi concittadini e dai cultori di storia locale in genere: l’abate Aniello Casilli, realizzatore del primo dizionario scientifico in quattro lingue per uso scolastico e privato, vissuto tra il 1800 e il 1870 a Napoli.
La famiglia Casilli era una delle famiglie di Afragola dette “di nuova estrazione”, vale a dire di recente arrivo nel numero delle famiglie notabili. Capostipite delle fortune familiari fu Crescenzo Casillo, nato in Afragola l’8 luglio 1785, il quale sposò Maria Angela Chianese e diede vita a 13 figli - Crescenzo fu l’avo dell’omonimo sindaco di Casoria ucciso decenni fa in un agguato camorristico. Tale patriarca non era però antenato diretto del nostro Aniello: evidentemente il padre dell’abate, Raffaele, doveva essere qualche suo fratello o cugino. Il mutamento del cognome da “Casillo” in “Casilli” è da attribuirsi a sviste dei copisti dei nascenti Comuni di epoca murattiana – del resto, ben tre dei 13 figli dello stesso Crescenzo sopra ricordato ebbero il cognome terminante in -i invece che in -o.
La fonte che riporta la nota biografica del nostro concittadino è una raccolta di medaglioni di vite di autori borbonici, edita a Napoli nel 1874: “Notizie biografiche e bibliografiche degli scrittori del dialetto napoletano compilate da Pietro Martorana”. Il medaglioni dell’abate è riportato a pagina 124 dell’opera, che riporto integralmente:

Aniello Casilli, nato in Afragola il 17 dicembre 1800, figlio di Raffaele e Maria Ciaramella, ambedue di oneste e agiate famiglie. Cominciò i suoi studi sotto la scorta del sacerdote Nicola Casilli suo zio paterno. Vestì l’abito ecclesiastico e indi fissò la sua dimora in Napoli col detto zio e finalmente entrò nel Seminario Napolitano ove compì gli studi teologici e verso gli anni 24 della sua età, ordinato sacerdote, diedesi all’esercizio della predicazione; ma il suo desiderio era di darsi all’insegnamento, unitosi a Francesco Maria Orefice, anch’egli sacerdote, e con l’aiuto della filantropica signora Sara Marino fondarono un collegio di scelte donzelle sotto il nome di Miracolilli situato sulla strada di Santa Maria degli angeli alle Croci. Acquisì tanta fama questo educandato che vi si raccolsero nobili e gentili donzelle, le quali uscite con completa educazione di lettere e arti sono divenute ottime madri. Scrisse “Il Nuovo Vocabolario domestico – in quattro lingue – Napoletana, Italiana, Francese e Latina compilato – dall’Abate Aniello Casilli – per uso – degl’Italiani e Forestieri – Napoli – Tipografia di Vincenzo Marchese – Largo Donna Regina N. 20 e 21 – 1861”. Esso è in 4o piccolo, diviso in due parti: la prima di 49 pagine contenente il vocabolo napolitano, col corrispondente Italia, Francese e Latino; la seconda parte di pagine 33 contiene la voce Italiana con la dichiarazione in Napolitano”.

Questo il passo della nostra fonte. Non ho trovato l’atto di battesimo di Casilli nei registri dell’Archivio Parrocchiale di Santa Maria d’Ajello: evidentemente doveva provenire da un’altra parrocchia del casale, forse quella di San Marco, nella cui cura d’anime ricadono ancor oggi alcuni Casillo o Casilli. Oppure… vabbè, non anticipiamo i tempi (scoprirete nelle prossime settimane a cosa mi riferisco). 
In nota è riportata anche una nota biografica del sacerdote Orefice, collega di Casilli nell’educandato. La nota riporta appena gli estremi di nascita e morte, con una specificazione:
Francesco Maria Orefice nato ad Afragola il 5 gennaio 1800, morto povero a Napoli il 31 gennaio 1863”.
Di questo sacerdote son riuscito a ritrovare l’atto di battesimo, riportato nel Libro XI dei Battezzati dell’Archivio Parrocchiale della chiesa matrice di Santa Maria d’Ajello e che ho riportato nella foto di copertina di questo articolo.

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