sabato 20 gennaio 2018

Sussurrano a Roma...




Mentre l’abbraccio mortale fra media e Vaticano non accenna a sciogliersi, con la gerarchia d’Oltretevere sempre più avvinta fra le spire del politically correct; mentre si assiste al crollo delle presenze in Piazza San Pietro agli Angelus domenicali e alle udienze generali infrasettimanali; mentre si osservano chiese semivuote ovunque, eccetto che in Africa, Oriente asiatico e America centrale; mentre accade tutto questo, a Roma succede qualcosa. 
Succedono tante piccole cose, insignificanti forse, ma che tradiscono impazienze, nervosismi, manovre in atto.
Sussurrano che Nosiglia, arcivescovo di Torino, abbia finalmente deciso di “mettere la testa a posto”, dal punto di vista di Santa Marta, ovviamente: la sua supercazzola sui clandestini, che la narrativa dominante chiama “migranti”, con un affronto alla sintassi dei verbi che la prona Accademia della Crusca ha fatto finta di non notare, ha suscitato qualche sorriso. Un amico della diocesi del Papa ha sorriso anche lui riferendomi la notizia ma per pietà, non per soddisfazione. “Sai, entro quest’anno si liberano 6 posti nel Collegio per via dello scattare degli 80 anni dei cardinali”. Così dice lui, così vi riporto io.

Sussurrano che quel Sinodo dell’Amazzonia previsto per l’anno prossimo, cavallo di Troia per lo sdoganamento della consacrazione di uomini ammogliati per sopperire alla mancanza di preti, sia stato una sorpresa anche per alcuni degli esecutori più vicini a Bergoglio, segno che alcuni rapporti considerati stretti tali non sono.
Nunzio Galantino a Napoli nel 2019?
Sussurrano che Nunzio Galantino, segretario della Cei, sia ancora nelle grazie del regnante ma “scivolato” di qualche posizione, e che si prepari la sua fuoriuscita in modo onorevole dall’Urbe. Già si parlava, mesi fa, dello scontro avvenuto fra il direttore del giornale dei vescovi italiani e il monsignore, per l’assunzione di un vignettista non propriamente cattolico al giornale. Le voci che danno Galantino come prossimo arcivescovo di Napoli sembrerebbero dar ragione a chi credere che l’invio nella città di sant’Aspreno e san Gennaro sia più un modo per sbarazzarsene che per promuoverlo, visto che con l’attuale Capo del Vaticano sembrano non esistere più “sedi cardinalizie” per automatismo. In tale ottica bisognerebbe leggere anche la recente nomina di monsignor Giacomo Cirulli a vescovo della diocesi campana di Teano – Calvi, avvenuta lo scorso 14 settembre: Cirulli proviene da Cerignola, la stessa città di Galantino, e la sua elezione alla diocesi campana non sarebbe altro che una “preparazione” alla nomina dello stesso Galantino a Napoli, alla fine di quest’anno. Cirulli “testa di ponte” di Galantino, promosso ma rimosso da Roma a Napoli? Chissà; è un sussurro. 
Sussurrano che, man mano che il Papa si addentra nella vecchiaia, diventi sempre più imperioso, ascoltando sempre tutti ma decidendo sempre da solo o confrontandosi solo con Pietro Parolin, cardinale Segretario di Stato, che alcuni – ecco un altro sussurro – danno per successore di Bergoglio al Soglio.
Va da sé che ciò porta a un’atmosfera da “1984” che il mio succitato amico conferma esserci: chi non si piega “delicatamente”, come ricordato dallo stesso Francesco nel suo ultimo discorso alla Curia Romana, è licenziato o ridimensionato.

Sussurri, come leggete. A Roma si sussurra molto perché si ha paura di ritorsioni. Poche le voci estranee al coro mieloso e univoco di elogio all’attuale Capo del Vaticano. “Stilum Curiae”, blog di Marco Tosatti, è una di esse, una delle poche isole di ragionevolezza nell’oceano di analfabetismo funzionale, di isterismi e di opposti estremismi che costituisce il web.
Altro approdo felice, da anni, è quel “Settimo cielo” diretto da Sandro Magister che davvero fa respirare aria di corretta informazione, scevra dai veleni scaricati ogni giorno da turiferari e pennivendoli Repubblica – Corsera – Rai – Mediaset ogni giorno. Infine “Lo Straniero” di Antonio Socci, impegnato nella duplice battaglia per la Chiesa e per questa povera Italia, che paradossalmente era più laica quanto c’era Camillo Ruini di quanto sia adesso con Gualtiero Bassetti. Restiamo orfani di “Papale Papale” e della penna sapiente e asprigna di Antonio Margheriti Mastino.                                                                                                                          
Il resto è da dimenticare, come quel sacerdote, divenuto tale in tarda età dopo una vita di lussuria, che si permette di opinare sull’ortodossia di sacerdoti e laici che criticano l’attuale corte dei miracoli di Santa Marta, irridendo al contempo lo stesso Pontefice: un colpo al cerchio e uno alla botte, così sono tutti sistemati e si passa per maestri di teologia al di sopra delle parti agli occhi dei meno attenti quando, scava scava, dietro il profluvio di parole e frasi artefatte c’è il nulla. Gente di questa risma, che avrebbe fatto meglio a sfruttare altrimenti i propri talenti, che rivendicano a ogni piè sospinto il proprio status di consacrati peccando d’orgoglio, che bastonano la galassia tradizionalista per la passione per le cappemagne e ignorano gli scandali che si consumano nel centro della Cristianità, sono quelli che per il Poeta “sono spiacenti a Dio e ai nimici suoi”. 
E non vale la pena vengano ricordati.

Un Papa duro, non pazzo : LINK.

1 commento:

  1. E che vuoi commentare? Sono interdetto: povera Chiesa!

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