domenica 5 novembre 2017

Lo stemma di Afragola. Un appunto.

Lo storico simbolo di Afragola.


Afragola fu fondata da Ruggero il Normanno”.

E’ uno dei mantra storici della città, una delle peggiori leggende a sfondo storico più dure a morire fra la massa dei popolani e anche fra parecchi appartenenti alla cosiddetta “società civile”. A dispetto del magnifico monumento posto nell’Oberdan, non è affatto certo che Ruggero I (1095 – 1154, dal 1130 Re di Sicilia, duca di Puglia e principe di Capua) sia passato per le terre che sarebbero diventate Afragola. Certamente, se vi passò, non fu per fondare qualcosa ma per distruggere: nelle fonti normanne del XII secolo, relative all’anno 1137, è descritta concisamente la lucida rabbia del condottiero di fronte agli attacchi che gli venivano da nord e da sud, distruggendo Aversa, per poi attaccare Napoli, devastandone il contado e prendendo essa e il suo duca Sergio VII per fame, e tornando quindi ad Aversa, anche stavolta, facendo bruciare i campi e abbattere ogni qualsivoglia casupola che si incontrasse nel cammino fra la costa e l’interno. Il territorio della futura Afragola sorgeva proprio su questa direttiva e quindi fu devastato dai franco- normanni: è un po’ difficile pensare che uomini di tal genere potessero ri-fondare qualcosa che avevano distrutto precedentemente.
Accanto a questa, sussiste l’altra favola per la quale il termine “Afragola” significherebbe “senza fragola”: come illustri grecisti si affannano a spiegare su Facebook, la -a sarebbe privativa ed escluderebbe la presenza del falso frutto nel territorio afragolese fin dal Medioevo. La leggenda ebbe origine quando Giuseppe Castaldi, nel 1830, scrisse nelle sue “Memorie storiche del Comune di Afragola” che il nome dell’allora casale significava “absque fragis”, proprio “senza fragole”. Ora, per uno di quei curiosi fenomeni per i quali le nostre azioni hanno effetti opposti a quelli che desideriamo (faccio sfoggio anche io di cultura e vi dirò che tali fenomeni hanno il nome di “eterogenesi dei fini”) Castaldi, scrivendo per confutare quella leggenda, le diede inavvertitamente nuovo vigore, ed ecco oggi novelli grecisti ripetere quello che dicevano loro le maestre delle elementari, cioè che mentre tutta l’area a nord di Napoli produceva fragole proprio da noi mancavano. Amen.

Ma ci sono due ma. 
Il primo: ai tempi del Castaldi come fino alle soglie del Terzo Millennio, Afragola produce(va) fragole proprio come i territori vicini, semmai più aspre, ma ne produce(va). 
Il secondo: guarda un po' i casi della vita, credi di vivere in una città che è maledetta da chissà per non produrre il falso frutto e però possiede uno stemma che riproduce una mano che stringe 4 fragole. Un simbolo araldico che è variato nel corso dei secoli – le prime versioni riproducevano tre frutti – ma che ha sempre mantenuto i simboli della mano, delle fragole e degli steli, aggiungendo la corona turrita all’indomani del titolo di città del 1935, assegnato dal Re Vittorio Emanuele III. Castaldi ne descrive una prima forma nel 1830, il che significa che l’immagine dovesse esistere ben prima di tale data, forse fin dal XVIII secolo.

Possibile, chiedo ai miei 4 lettori, sicuramente dimezzati a causa delle partite, che i nostri avi avessero un tale senso dell’umorismo da tenersi uno stemma contenente una mano con delle fragole quando le campagne non ne producevano? Non credo, considerando anche che, dalle fonti storiche, risulta che i nostri nonni di senso dell’umorismo ne avessero ben poco (leggi QUI e anche QUI). Gli stemmi sono simboli, che devono riassumere in una sola immagine la caratteristiche di un territorio o di una comunità (o di entrambe le cose, trattandosi di un’amministrazione civica). Se quindi il nostro riporta delle fragole, e le riporta da secoli, significa che Afragola di fragole ne produceva eccome, e che quindi qualcuno ha avuto delle maestre elementari un po’ bugiarde o un po’ ignoranti sulla storia locale. Ora vi direte: allora questo nome “Afragola” da dove spunta fuori? Io ne ho già scritto anni fa e vi lascio con questo articolo in merito, che vi farà vedere le cose da un altro punto di vista. Buona lettura: LINK.



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