martedì 10 ottobre 2017

Il "pezzo di carta" più antico d'Europa.




A Palermo, nell’Archivio di Stato, è conservato il documento cartaceo più antico d’Europa. Si tratta di una lettera bilingue, in greco nella parte superiore e in arabo in quella inferiore, di Adelasia del Vasto (1074 – 1118), terza moglie di Ruggero I conte di Sicilia e Calabria (1130 ca. - 1101), fondatore della dinastia dei Normanni nell’isola. Adelasia scrisse il mandato nel 1109 per ordinare ai vicecomiti della terra di Castrogiovanni (oggi Enna) di proteggere il monastero di San Filippo di Demenna, che rientrava nel suo patrimonio personale.
L’eccezionalità del documento è duplice: testimonia sia lo scambio culturale e continuo che avveniva con il mondo musulmano stanziato sull’isola – la carta è composta da una pasta di fibre di grano di provenienza africana – sia l’uso, per quanto secondario, di questo nuovo materiale per la scrittura. L’uso della carta, già nota presso gli arabi e in Estremo Oriente, iniziò nelle aree europee a dominio musulmano verso al fine dell’XI secolo, principalmente in Spagna a Cordoba, Toledo e Granada. Successivamente, dal XIII secolo in poi si diffusero le cartiere in tutta Europa: la più nota in Italia fu quella di Fabriano. La carta sostituì gradualmente e lentamente la pergamena, essendo considerata un materiale di scarto. Le pergamene venivano usate per documenti diplomatici e catastali, destinati a durare nel tempo; fu probabilmente per questo che Adelasia, dovendo comunicare ai suoi vassalli una sua volontà, utilizzò la carta, a mo’ di rescritto di secondaria importanza. La lettera di Adelasia finì nello speculario dell’abbazia di San Filippo di Fragalà, che nei secoli successivi fu acquisito dall’Ospedale Grande di Palermo e quindi all’Archivio di Stato.
Dal punto di vista dell'informazione interna, il documento fa intendere che il monastero era soggetto a minacce esterne o a vessazioni di altri feudatari, non adeguatamente respinte dai vassalli della contessa; ciò spiegherebbe il motivo della missiva.

Adelasia del Vasto, di origine ligure, sposò in prime nozze Ruggero di Sicilia per suggellare l’alleanza fra i Normanni e gli Aleramici, signori dell’area ligure avente come centro la Marca di Saluzzo. Le nozze furono celebrate nel 1089 e dall’unione nacquero i figli Simone (morto nel 1105) e Ruggero II, detto il Normanno, fondatore del Regno di Sicilia nel 1131, e due femmine. Ruggero I morì nel 1101 e Adelasia assunse la reggenza. Nel 1113 sposò Baldovino, re di Gerusalemme, nella speranza evidentemente di aumentare l’eredità del figlio Ruggero, ma il matrimonio fu un fallimento e fu annullato dopo 3 anni e mezzo, in seguito anche alla malattia di cui fu affetto Baldovino, la lebbra (torneremo a parlarne in un prossimo articolo). Tornata in Sicilia nel 1117, condusse con sé i padri Carmelitani, iniziandone la diffusione, e morì il 16 aprile 1118.

3 commenti:

  1. Fu per il matrimonio della Madre con il Re di Gerusalemme che diede a Ruggiero II la possibilità di dirsi figlio di Regina e farsi incoronare Re di Sicilia....

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    1. Esatto. In alternativa Innocenzo II nel 1138 avrebbe riconosciuto solo il titolo di conte.

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