mercoledì 4 ottobre 2017

Acchiappali tutti?!

Sì, anche io resto basito come Psyduck, leggendo e osservando certe cose...

Ormai non ci sorprendiamo quasi più di nulla. 
La morfina quotidiana che viene somministrata da tv, giornali, social ha reso gran parte della popolazione dormiente e indifferente davanti alle spaventose idiozie che accadono nel mondo e che hanno un influsso diretto sulle nostre vite. Per fare un esempio, l’Italia è in recessione demografica, non nascono più italiani figli di altri italiani, però l’attenzione è concentrata sui matrimoni gay e sulla legalizzazione della cannabis. Le banche italiane sono debolissime, Monte dei Paschi di Siena è moribonda e perde in continuazione soldi, però si è tutti euforici per la riapertura del campionato di calcio. Il Regno Unito decide di lasciare la dittatoriale Unione Europea? Noi abbiamo altro a cui pensare, come le Olimpiadi e le curve delle nostre atlete. Si è arrivati a una perdita del senso delle priorità, a uno smarrimento della bussola dei valori che realmente contano in un’esistenza, per dedicarsi ad amenità varie che interessano, tutto sommato, solo una piccola parte della popolazione nazionale (e mondiale).
La mia generazione, che ha ereditato un mondo avvelenato e tumorale da quella sessantottina (LINK), è quella più esposta al lavaggio del cervello che le lobby mediatiche propinano ogni giorno. Sarà per la crisi economica, sarà per gli anni Duemila, sarà per quel che si vuole, ma una minchiata (scusate) come quella della “caccia” dei Pokemon tramite cellulare poteva attecchire solo tra gli idioti della mia generazione (e di quella successiva, quella dei ragazzini di 16 anni tutti fighetti e già esperti del mondo, ma poi ne parleremo). Abbiamo balene in via di estinzione, abbiamo cani abbandonati per strada, abbiamo orsi bianchi sempre più dimagriti a causa del cambiamento climatico, e questi minus habens di 20, 25, 30 anni pensano a girare per le città con un cellulare in mano a catturare creature immaginarie. Per cosa poi? Che premio si vince alla fine? Cosa ha vinto quel 22enne che ha mollato il lavoro in Australia per andare a catturare i mostriciattoli giapponesi? Cosa vincono quelli che provocano incidenti, mortali per sé e per gli altri, mentre tentano di catturare esseri virtuali mentre sono alla guida di autoveicoli? L’unica che vince in questa storia è la Nintendo, il colosso giapponese dei videogiochi, i cui responsabili si fregano le mani e sorridono compiaciuti per l’ennesimo trionfo di marketing, per l’ennesimo successo che riempie e riempirà ancora a lungo i loro portafogli. Nel Medioevo gli untori della peste veniva armati di campanello appeso al collo e fatti allontanare dalla città; oggi, nei tempi illuminati della scienza, gli untori della peste mentale divengono ricchi e attraggono nella loro rete anche i potenti (vedasi il caso del Presidente dello stato d’Israele). E non si dica che bisogna essere dei liberali: vorrei vedervi se foste ancora così aperti di mente se quel 28enne di New York si fosse schiantato con la propria auto addosso a voi e non addosso a un albero, distratto da Pikachu&Co. Che fare, soprattutto in questa Italia del Duemila ostaggio di tutte le mode estere? Bloccare l’app su tutto il territorio nazionale, come ha fatto la Corea del Sud? 
Oppure, molto più semplicemente, appioppare due ceffoni ben assestati a questi giovani uomini e donne che sembrano più bambini dei bambini? Uno schiaffo fa male, ma educa: ed è proprio l’educazione (ai valori del vivere civile, alle priorità nella vita) la grande assente di questi anni. 
Acchiappiamoli tutti, i giovani plasmati dai videogiochi, prima che li acchiappi lo psichiatra. 

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