mercoledì 27 settembre 2017

Una descrizione di Afragola del 1934.

Stemma di Afragola.

Afragola fascista: I parte (LINK), II parte (LINK)

Il 26 maggio 1934 il podestà Luigi Ciaramella indirizzò all’Alto Commissario per la Provincia di Napoli “il voto al Governo del Re perché sia concesso il titolo di Città a questo Comune”. Nel documento inoltrato alla Provincia e da questa al Ministero degli Affari Interni si ricostruiva la storia del casale delle fragole in diversi punti:

1. Origine del Comune
2. Popolazione
3. Pubblica istruzione
4. Industrie e commerci
5. Assistenza e beneficenza
6. Monumenti, uomini illustri e cenni storici.

I punti 1 e 6 risentono delle leggende e degli errori storici commessi e perpetuati dal 1830 a oggi: si afferma che Afragola fu fondata nel 1140 da Ruggero I, che il castello sia stato la dimora preferita di Giovanna II d’Angiò, si elencano gli uomini illustri citati da Castaldi un secolo prima e dà interessanti note di storia del primo Novecento che, tuttavia, in questa sede non verranno trattati. Il documento dà interessanti notizie sullo stato del casale all’inizio degli anni Trenta, dopo 12 anni di regime fascista e 5 anni prima dell’inizio del secondo conflitto mondiale. Avendo presente ciò di cui parlammo alcune settimane fa (vedi i link in capite), possiamo notare l’evoluzione (talvolta, devoluzione) economico-sociale degli afragolesi, analizzando i punti e dando le rispettive inferenze.

2. Popolazione. Attualmente il comune di Afragola, giusta i risultati dell’ultimo censimento, ha una popolazione di 28540 abitanti tutti agglomerati in un sol centro. E’ Capoluogo di Mandamento e sede di tutti i più importanti uffici pubblici.

*Afragola aveva avuto un intenso sviluppo demografico dal 1860, data di annessione del Regno duosiciliano al Regno sabaudo, al 1915, momento in cui l’Italia scese in campo durante il primo conflitto mondiale. Trecento furono gli afragolesi morti in 3 anni e mezzo di conflitto, e la crisi economica investì anche il casale, sia pure in misura minore rispetto agli altri centri per la sua vocazione agricola. L’espressione “tutti agglomerati in un sol centro” fa pensare che non si tenesse conto delle case sparse della borgata Saggese e dell’area del Salice, o che queste zone fossero così scarsamente abitate da risultare ininfluenti. Dobbiamo ricordare anche che l’attuale estensione della città non corrisponde affatto a quella del 1934: a quei tempi, il tessuto urbano afragolese terminava in corrispondenza delle attuali vie San Marco, Degasperi, Francesco Russo e Gentile ed era meno esteso di quello contemporaneo. Per “Capoluogo di Mandamento” si intende al sede di una pretura.

3. Pubblica Istruzione. Ha una popolazione scolastica che supera i 3000 alunni; 5 scuole elementari: una scuola di Avviamento al Lavoro; una scuola di Perfezionamento nell’Arte Edile; un Asilo Infantile Municipale; due scuole Infanzie dipendenti da opere pie: il Collegio Missionario Antoniano, ove si preparano giovani francescani per portare nei più lontani angoli del mondo la parola di Cristo e la civiltà di Roma.

*Conseguenza dell’alta natalità era il gran numero di studenti delle scuole di base. L’istruzione era sia pubblica sia privata (precettori) sia religiosa. Non era ancora presente l’istituto “Guglielmo Marconi”, la cui costruzione iniziò nel 1938. Erano segnalate anche scuole “di arti e mestieri” per incanalare i giovani all’occupazione quanto prima, e il Collegio dei francescani, che formava nuovi figli di S. Francesco. Notare l’ultima frase, tipica dei toni altisonanti dell’era fascista.

4. Industrie e Commerci. Nei primi tempi l’agricoltura formava l’unica risorsa del paese, ma in seguito lo spirito di iniziativa, la tenace volontà di progredire e migliorare le condizioni economiche e sociali, spinsero questo popolo fattivo e intraprendente verso più vaste e svariate attività (…). Le distillerie di alcool, le fabbriche di ghiaccio, i pastifici, i canapificii, le fabbriche di calzature, le fornaci di calce ecc. sono fra le più importanti della Provincia. L’industria edilizia annovera i più forti e tecnici costruttori della regione. Il commercio dei vini, dei cereali, della frutta, della canapa e degli altri prodotti della terra alimenta i più importanti mercati d’Italia e dell’estero. Ogni anno ha luogo una rinomata fiera che richiama migliaia di commercianti ed acquirenti dai più lontani paesi della Provincie vicine. Settimanalmente si svolge un importante mercato ove, per il considerevole concorso di pubblico, trovano sicuro collocamento i più svariati prodotti. V’è una Stazione di Monta Equina la più accreditata della Provincia. La sede di Afragola della Banca Agricola Commerciale del Mezzogiorno ha un giro di affari annuo che supera i 40 milioni. L’Ufficio Postale e Telegrafico ha un’attività di circa 30 milioni di lire. L’Ufficio del Registro ha un introito annuo di circa un milione e mezzo. La Prefettura ha un’attività di oltre 1200 sentenze penali e civili. Il Comune è collegato con Napoli dalle FF. SS. e da una Tramvia Elettrica con partenza ogni 20 minuti.

* In un precedente articolo, a proposito della Relazione Stellacci, avevamo già elencato tutta una serie di attività che avevano luogo in Afragola nel, 1932, due anni prima di questa. Ne esce rafforzata la tesi di un’economica a impianto agricolo, con una significativa presenza di un’industria edilizia che non limitava i propri orizzonti al solo casale ma era rinomata in Campania e nelle altre province meridionali. Ciò portava naturalmente a un notevole giro d’affari, testimoniato dalla notevole mole di danaro che banche e poste statali custodivano, davvero anomala per un casale agricolo. Lascia dubbi quella cifra, 1200, riferita all’attività della pretura di Afragola: verosimile che al mandamento giudiziario non si rivolgessero solo afragolesi ma tutti gli abitanti dei Comuni vicini, pure tale numero di sentenze penali e civili lascerebbe di stucco, sempre in riferimento alla dimensione rurale del territorio distrettuale di Napoli. Curioso, infine, quell’accenno alla stazione delle Ferrovie dello Stato che, benché denominata Casoria – Afragola, è compresa interamente nel territorio della prima città. La situazione si spiega tenendo presente della volontà, già da alcuni manifestata, di accorpare realtà demografiche vicine in un unico ente territoriale. In particolare, avuto il titolo di città, l’ipotesi di unire fra esse Afragola e Casoria sotto l’unico nome di “Grande Afragola” prenderà sempre più corpo. Il progetto non avrà successo per l’opposizione di un cardinale casoriano, ma una testimonianza di quell’antica idea sopravvive tuttora nella doppia denominazione della stazione di Casoria. Per notizie sulla Tramvia elettirca, rinvio a questo articolo: LINK.

5. Assistenza e Beneficenza. Per l’assistenza e beneficenza il Comune eroga annualmente la somma di L. 200000, regolarmente stanziate in bilancio. Vi è una Congrega di Carità, un Orfanotrofio modello, un Mendicicomio per uomini, uno per le donne, un dispensario di profilassi sociale per la prevenzione e cura delle malattie tubercolari, un centro assistenziale per la Maternità e Infanzia. A tutti i servizi pubblici si provvede esaurientemente, niente viene trascurato in materia di igiene e pulizia urbana, seguendosi in ogni ramo i progressi della tecnica e della civiltà moderna. Il paese dispone di una completa rete di fognatura, di un nuovo e moderno acquedotto, di un completo impianto di luce elettrica, di un servizio pompieristico, di ampie strade, piazze e giardini pubblici. Alla polizia urbana è addetto un efficiente e numeroso Corpo di Vigili. La cittadinanze è dotata di un Campo Sportivo. E in corso di esecuzione il nuovo Rione del Littorio ove sorge un nuovo imponente Edificio Scolastico, un nuovo campo sportivo, il Parco della Rimembranza e una Villa Comunale.

* Dopo aver delineato il profilo economico del casale, il podestà passa ad evidenziare la salubrità ambientale e sociale dello stesso, dotato di reti fognarie ed elettriche complete, il che induce a pensare che la regola, nella realtà italiana degli anni trenta, fosse piuttosto il contrario, relativamente alle contrade rurali: pozzi neri e scarsa o inesistente illuminazione notturna. Ciaramella accenna all’edificio scolastico “Guglielmo Marconi”, in costruzione presso il Rione Littorio, l’attuale quartiere Marconi, il complesso di strade a scacchiera posto fra il cimitero e la Basilica antoniana; non sono riuscito invece a individuare, per il momento, il sito del citato Parco delle Rimembranza, un richiamo al famoso Parco posillipiano, che avrebbe dovuto sorgere nel nuovo rione ma non in alternativa alla Villa comunale, citata a parte e tuttora esistente.

La relazione podestarile termina con la richiesta di elevazione del Comune a Città:
Ritenuto che dal complesso di quanto innanzi è esposto risulta evidente che questo Comune abbia raggiunto un progressivo miglioramento materiale e morale, per cui é lecito sperare che le aspirazioni cittadine possono pienamente realizzarsi; concorrendo tutti li estremi di legger per la benevola concessione della richiesta:
udito il parere della Consulta Municipale:
determina

di far voti a S.E. il Presidente del Consiglio dei Ministri Capo del Governo e Ministro dell’Interno perché si degni promuovere dall’Augusto Sovrano il Decreto di conferimento del titolo di Città al Comune di Afragola”.

Il decreto sarà rilasciato il 5 settembre 1935: Afragola, dopo 800 anni, diveniva città.


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