mercoledì 13 settembre 2017

"Hanno fame? Mangino curry!"

Le armi del Ducato di Norfolk.

E’ quello che suggeriva Henry Howard, XIII duca di Norfolk, primo Pari del regno inglese, negli anni Quaranta dell’Ottocento: fare largo uso di polvere di curry per mettere a tacere la fame. Un rinvio al regale aneddoto delle brioche francesi, in realtà mai avvenuto e inventato di sana pianta dai rivoluzionari avversi a Maria Antonietta? No, più che altro un buon consiglio da parte del nobile signore ai suoi inferiori per ovviare a una deficienza alimentare persistente.
Quello che oggi desterebbe scandalo e la richiesta di imprigionamento del duca, reo di essersi espresso liberamente e in maniera poco sentimentalistica, a quel tempo era considerato quello che è in effetti: una facezia, con l’unica pretesa di strappare un sorriso ai pari, non certo di risolvere i problemi della sottoalimentazione inglese. Del resto, Howard pronunciò questa sentenza negli stessi anni in cui Karl Marx, in esilio a Londra, scriveva il suo Manifesto, che nelle intenzioni dell’autore doveva essere un primo passo verso la risoluzione dei problemi dei poveri. Sono passati 170 anni e i poveri sono aumentati, il comunismo ha fallito ovunque, e in alcune parti del mondo, anche di quello occidentale, non hanno neppure il curry di Howard per mettere a tacere lo stomaco. Del resto, cosa si pretende da un mondo a rovescio, dove regalità è sinonimo di oppressione e dove la più blasonata delle monarchie europee, quella inglese, si è imborghesita a tal punto da doversi affidare alle foto di una Kate Middleton per attirare consensi? Cose buone per i giornali di gossip, per Novella2000, che non corrispondono certo al concetto di regalità che una monarchia dovrebbe sempre rappresentare, insieme a quello della sacralità del re – ma non è il caso di scomodare Kantorowicz. Mangiatevi il curry, piuttosto.

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