domenica 18 giugno 2017

Un "golpe" nel Medioevo.

Annone II di Colonia



Morto Enrico III nel 1056, l'Impero fu governato da un collegio imperiale in luogo di Enrico IV, figlio del defunto, ancora in minorità. Capo del collegio era la vedova del sovrano, Agnese di Poitou, donna profondamente religiosa ma priva di capacità di governo. la sua reggenza fu accettata dai principi tedeschi solo per intervento del Papa Vittore II, che in cambio otteneva l'appoggio imperiale per la riforma cluniacense nei territori tedeschi. Morto però anche il Papa, la sovrana si trovò a gestire una situazione incandescente senza avere né il carisma del marito né l'autorità morale del Pontefice. Iniziò così una politica altalenante, fatta di cessioni di importanti ducati a vassalli tedeschi di dubbia fedeltà, mentre si perdeva il contatto con Roma: Stefano IX, successore di Vittore, fu eletto senza il suo consenso (vigeva ancora il Privilegium Othonis imperiale), dato successivamente, e idem lo furono Benedetto X Tuscolani e Niccolò II di Borgogna (il primo fu poi scomunicato come antipapa, vedi il post precedente sulla pagina). Niccolò II approvò nel 1059 il decreto sull'elezione del Papa che escludeva ogni interferenza imperiale, cosa che condusse alla rottura con l'Impero e all'elezione di un antipapa nominato direttamente da Agnese, Cadalo da Parma. Fu il principio della fine: i principi tedeschi si ribellarono alla scelta, chi apertamente chi rifiutando tacitamente gli aiuti richiesti contro gli Ungari ad Oriente, e nel 1062 Agnese fu deposta dalla carica di reggente con il noto "Putsch di Kaiserswerth".  Un gruppo di nobili, guidati dall'arcivescovo di Colonia, Annone, decise quindi di prendere in mano la situazione. Nel 1062 Enrico e Agnese risiedevano nel palazzo imperiale di Kaiserswerth, oggi nel Land del Nord Reno- Vestfalia, e furono raggiunti da Annone all'inizio di aprile. L'arcivescovo invitò il re a compiere un giro in barca sul Reno, e il giovane accettò. Appena salì, i complici dell'arcivescovo lo circondarono e allontanarono l'imbarcazione dalla riva. Credendo che stessero per ucciderlo, Enrico si lanciò nell'acqua, forse per tornare indietro. La corrente renana era forte, e il 12enne sovrano troppo debole: non fosse stato per uno dei congiurati, il conte Egberto, che si tuffò e lo riportò sano e salvo a bordo, sarebbe morto e la Storia della Germania e dell'Europa avrebbe preso un altro corso.
Annone condusse Enrico a Colonia e indusse Agnese a consegnare le armi imperiali, segno del passaggio dei poteri. Il Colpo di Stato di Kaiserswerth durò lo spazio di tre mesi, fino a quando una Dieta di nobili appositamente convocata non normalizzò la situazione accettando il fatto compiuto e affidando l'educazione del re e la reggenza imperiale ai congiurati, con Annone in testa. Essa durò tre anni circa, fino alla cerimonia del cavalierato di Enrico, avvenuta il 29 marzo 1065, e che segnò il suo ingresso nella vita adulta.
Seppur non spiegate apertamente, le motivazioni dei congiurati per il golpe erano da considerarsi legittime: l'Impero era indebolito dalla minacciosa politica dei vicini, ci si era allontanati da Roma e dalla politica di riforma, e Agnese era incapace di imporsi sul figlio già di forte carattere. Benché la storiografia degli anni Settanta- Ottanta del Novecento abbia rivalutato la figura di Agnese sotto al spinta dell'ideologia femminista e delle figure di donne come attori attivi nella Storia, oggi i fatti di Kaisersweth vengono rivalutati dalla moderna storiografia come necessari alla salvezza dell'istituzione imperiale nel delicato periodo di transizione da Enrico III a Enrico IV.


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