mercoledì 7 giugno 2017

Il vecchio volto di San Marco.

San Marco all'Olmo nel dipinto di Augusto Moriani, 1886.

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Il terzo soprapporta di Augusto Moriani ritrae il centro del rione Casavico così come gli si presentava nel 1886. Il pittore si era posto laddove oggi insiste una piccola piazza con giostre per bambini e la riproduzione statuaria di don Gabriele Laudiero, parroco di San Marco nel postconcilio. Nei 131 anni che ci separano da questa rappresentazione, l’edifico che più ha subito modifiche è indubbiamente la chiesa. Nel dipinto vediamo la chiesa di San Marco così come doveva presentarsi agli afragolesi dopo i lavori di riattamento della metà del XIX secolo, allorquando il parroco Giuseppe Scala ordinò ampi restauri sia per la sede parrocchiale sia per la rettoria di San Marco vecchio detta in Silvys (per maggiori informazioni, leggi qui: LINK). La breve gradinata ancor oggi esistente è attraversata da una donna che si sta recando in chiesa, vicina al portale d’ingresso, ai cui lati si notano due nicchie: come per la vicina chiesa di San Giorgio, tali spazi dovevano evidentemente ospitare statue di santi. Un oculo è posto sopra il portale, dominato a sua volta da un rosone trilobato per l’illuminazione interna. Il timpano conclude la facciata, e ospita anch’esso un oculo. Da notare come San Marco vecchio abbia anch’essa un rosone, per quanto chiuso (leggi: LINK), e tale accorgimento architettonico è indicato per tutte e tre le chiese nelle relazioni per la Santa Visita pastorale del cardinale Giacomo Cantelmo nel 1698: evidentemente il rosone che osserviamo nel dipinto è quello originario del tempio costruito nel 1615, per quanto modificato nel corso di oltre due secoli e mezzo. Sul lato sinistro del tempio troviamo il campanile, in quattro livello con cupola bombata sommitale, e notiamo nell’ombra l’ingresso dell’Oratorio della Confraternita della Santa Croce, ancora oggi esistente. La fuga prospettiva verso via Nunziatella è una delle più vive e belle del panorama artistico di Afragola, mentre i due edifici laterali alla chiesa non sono molto cambiati in questi 131 anni (l’edificio a sinistra, ad angolo con via don Minzoni, ospita oggi una struttura commerciale, mentre nel 1886 era sede di un mercato di ortofrutta).

Bella è anche la rappresentazione di personaggi verosimili dell’epoca: una madre con in braccio il figlio attraversa la piazza, un ortolano espone le sue mercanzie su “cascette” di legno come avviene ancora oggi, un uomo vestito di nero si staglia al centro della piazza, una carrozza (o per meglio dire, un carrozzino) con i cavalli sosta davanti alla chiesa, forse attendendo qualcuno.
San Marco è sempre stato, dei tre quartieri originari di Afragola, il più piccolo, il più povero e il meno abitato, almeno fino all’esplosione demografica degli anni Sessanta del Novecento. Se ciò dal punto di vista socio-economico è stato una male, dal punto di vista urbanistico e storico è stata una manna, visto che le trasformazioni sono state misurate e tutto sommato marginali, chiesa eccettuata. 
Il prossimo appuntamento con Moriani ci allontanerà dal centro storico e dalle zone orientali e ci condurrà verso sud e il nuovo centro: Piazza Belvedere.

San Marco all'Olmo oggi.

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