giovedì 15 giugno 2017

Afragola d'arte. Basilica di Sant'Antonio - Presbiterio e abside.

Stemma francescano.


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Con la trattazione dell’area presbiteriale si conclude la serie di puntate che la nostra rubrica ha dedicato alla Basilica antoniana.
Il presbiterio è separato dalla navata centrale dall’arco trionfale, che reca sulla sommità lo stemma francescano (un braccio di un frate che incrocia un braccio di un laico), sorretto da due angeli in stucco e adornato dalla collana recante l’agnello del Toson d’oro, sempre in stucco. I due angeli sono leggiadri, i volti sereni, quasi scrutanti la folla di fedeli che da secoli si assiepa sotto di loro. Nulla togliendo alle altre emergenze artistiche del tempio, ritengo che siano il manufatto più bello di tutta la Basilica (Altare maggiore con i suoi angeli in marmo escluso).
Il presbiterio è uno spazio rettangolare che fino agli anni Cinquanta del Novecento era a pareti chiuse, mentre oggi si presenta con arcate aperte. Ospita l’altare postconciliare, una semplice ara a mensa sostenuta da un dado in acciaio coperto da lastre marmoree, gli stalli per i frati concelebranti, e il Trono di Sant’Antonio, opera massiccia con nicchia rettangolare contornata da colonne bianche con scanalature profonde e capitelli corinzi. La nicchia ospita la statua di Sant’Antonio, simulacro del Santo Taumaturgo, rivestito con cotta e stola, simboli del potere sacerdotale; con la destra regge il Vangelo e il Bambin Gesù, con la sinistra mantiene un giglio dorato, indicante la sua purezza. Al collo mostra la collana del Toson d’oro, di cui già parlammo in un articolo precedente e al quale rinvio il lettore : LINK

Busto reliquiario, 2005
Il trono risale al 1922. Gli affreschi sono ancora una volta dovuti al Severino, che nel 1918-19 ritrasse i santi Bonaventura, doctor Seraphicus, Bernardino, doctor egregius, Alessandro d’Arles, doctor irrefragabilis e Giovanni Duns Scoto, doctor subtilis. La volta è animata dagli affreschi con “Il miracolo della mula” e “Il Bambino appare a Sant’Antonio”, mentre nelle lunette abbiamo “San Gregorio Magno papa con lo Spirito Santo” e “Santa Cecilia, assistita da un angelo, loda il Signore”. Nelle velette ci sono le rappresentazioni della fede, della carità, della Fortezza e della sapienza, mentre dall’arco parte sotto il cornicione l’inno del Santo “O Proles Hispaniae” in lettere musive blu su fondo dorato. Posteriormente al Trono, abbiamo il busto reliquiario contenente un osso scapolare del Santo, opera del 2005 del maestro Domenico Sepe. Il busto è al centro del deambulatorio che costituisce il prolungamento della navata sinistra dietro il presbiterio e fa parte dell’abside del tempio. 

Il deambulatorio absidale.

Il deambulatorio presenta le statue di Sant’Elisabetta d’Ungheria, recanti le rose che, secondo la tradizione, si trasformavano in pani; Santa Lucia, che reca i propri occhi in mano; San Michele arcangelo che schiaccia il demonio. Su ogni pilastro del presbiterio è ritratto un episodio della Vita di Sant’Antonio, 19 mosaici policromi realizzati negli anni Settanta del Novecento.
Essi sono, in senso antiorario:
  • Nascita del santo
  • Il giovane Fernando venera le reliquie dei 5 protomartiri d’Africa, e decide di farsi frate, assumendo il nome religioso di Antonio.
  • Il giovane Antonio, vestito da chierichetto, scaccia il demonio con un segno di croce.
  • San Francesco consegna una pergamena a Sant’Antonio.
  • San Francesco riceve Sant’Antonio nel suo Ordine.
  • Sant’Antonio è accettato da fra’ Graziano nella provincia di Romagna.
  • Sant’Antonio fa parlare un neonato per scagionare la madre accusata di adulterio.
  • Sant’Antonio contempla la natura.
  • Sant’Antonio predicatore.
  • Sant’Antonio guarisce un contadino feritosi una gamba con una scure.
  • Sant’Antonio rimprovera Ezzelino Romano per la sua crudeltà.
  • Sant’Antonio predica davanti a Papa Gregorio IX e alla Curia pontificia.
  • Sant’Antonio ministro di Dio;
  • Sant’Antonio è riportato a Padova su un carro.
  • Apoteosi di Sant’Antonio, con sullo sfondo il santuario afragolese.
Al di sopra delle arcate la serie musiva continua con:
  • Sant’Antonio arriva in cielo.
  • Sant’Antonio è ricevuto in paradiso dalla Madonna.
  • Sant’Antonio incontra Gesù.
  • Sant’Antonio e San Francesco contemplano in cielo la Ss. Trinità e la Ss. Vergine. Tema che si riallaccia all’affresco della volta.
Un’ultima annotazione sul Pulpito realizzato da Francesco Ierace nel 1927, un tempo posto al di sopra di una colonna di marmo verde, adesso all’angolo sinistro del presbiterio. Interamente marmoreo, è composto di tre pannelli che recano in bassorilievo tre episodi:
  • Gesù manda gli Apostoli per il mondo
  • Sant’Antonio fa inginocchiare Ezzelino Romano
  • San Francesco esorta alla penitenza i suoi frati.

E con questo si chiude questo lungo ma veloce excursus di “Afragola d’arte” nella Basilica di Sant’Antonio in Afragola. 




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