mercoledì 14 giugno 2017

Afragola d'arte. Basilica di Sant'Antonio - Navata sinistra.

Altare maggiore del XVIII secolo.


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La navata sinistra si differenzia da quella destra per l’allungamento costituito dal deambulatorio presbiteriale (che tratteremo nel prossimo articolo). Nell’androne d’ingresso è apposta l’epigrafe, un tempo posta nella cappella di San Ludovico da Casoria, che ricorda l’elevazione del Santuario a Basilica pontificia: ““L’anno del Signore 2004 – il giorno 13 del mese di novembre – alla presenza di un popolo festante – di autorità civili e religiose – del clero diocesano – di Fr Luigi Ortaglio Ministro Provinciale o .f. m. – il Signor Cardinale Michele Giordano – Arcivescovo Metropolita di Napoli – promulgava solennemente il decreto pontificio con cui l’8 giugno 2004 – il Santo Padre Giovanni Paolo II – conferiva a questo Santuario Antoniano di Afragola – il titolo e la dignità di Basilica Minore”. La prima cappella è spoglia di dipinti, ma ospita un pregevole Crocifisso ligneo, scolpito seconda la tradizione1 da frate Umile da Petralia nei primi decenni del XVII secolo. Il Crocifisso è noto per la grande devozione che ispirava nei tempi passati, mentre adesso solo poche anime ferventi si soffermano a osservarne i particolari. Osservando bene il manufatto, possiamo notare che i chiodi, curiosamente, sono nei polsi e non nelle mani, cosa desueta per l’iconografia dell’epoca, ma che corrisponde alla realtà delle modalità di crocifissione dei Romani, poiché i chiodi venivano apposti nel tunnel metacarpale dei polsi per reggere il suppliziato sulla croce (e aumentarne i dolori). Nel 1866 andò smarrito con la chiusura del convento e la partenza dei francescani, e fu ritrovato malconcio e sfigurato solo nel 1956 in alcuni locali del convento in disuso, e dopo essere stato restaurato fu riconsegnato alla venerazione dei fedeli nel 1962.


Il crocifisso miracoloso

La seconda cappella destra, Cappella della Reposizione, ospita l'antico altare maggiore della Chiesa, in marmi policromi del Sei – Settecento, scomposto dopo la furia iconoclasta del Concilio Vaticano II, quando in tantissime chiese dell’Orbe cattolico furono distrutti altari, balaustre, capitelli in spregio alle disposizioni stesse del Concilio e a ogni sensibilità artistica. Alle spalle dell’altare, sulla parete c’è una vetrata artistica che rappresenta l’Ostia circondata da colombe e gigli. Parte di quella che era la seconda cappella ha nella volta in cornici dorate: Gesù che in agonia viene consolato da un angelo; Gesù tradito con un bacio da Giuda; Gesù coronato di spine; Gesù che incontra sua Madre; nelle lunette invece è raffigurata la deposizione di Gesù e sua Madre ai piedi della Croce.
La terza cappella recentemente è stata dedicata alla Vergine della Medaglia Miracolosa, quindi la simbologia e i dipinti fanno riferimento alle apparizioni avvenute a Parigi a S. Caterina Labourè.
La quarta cappella sinistra è quella di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia e Fondatore dell’Ordine dei Frati Minori. Allungata nel 1850 è stata successivamente ingrandita ed adornata nel 1925 per opera di P. Bernardino Iazzetta di Afragola.
San Francesco.
Ha uno stile classico e in un tondino in alto è raffigurato “San Francesco in gloria”, mentre nelle lunette “San Francesco che riceve l’indulgenza della Porziuncola” e “San Francesco riceve le stimmate sul monte Verna”. La cappella è stata consacrata da Mons. Benedetto Spila, Vescovo di Alatri, e fino al 1922 ha custodito la statua di Sant’Antonio. Non esistendo il Trono del Santo, realizzato nel Novecento, i fedeli afragolesi veneravano il Taumaturgo proprio in questa cappella, dal 1925 dedicata al Serafico nell’ambito dei festeggiamenti il settecentesimo anniversario del Fondatore, nel 1926. Oggi nella nicchia è custodita la settecentesca statua di San Francesco, tornata di recente da un restauro conservativo che ne ha rinverdito la bellezza.
Quella che era la quinta cappella un tempo era dedicata a San Michele Arcangelo, nella volta divisa da cornici dorate è raffigurato: Iddio che ordina agli Angeli fedeli di debellare gli Angeli ribelli; Marcia degli Angeli fedeli; Battaglia tra gli Angeli fedeli e quelli Ribelli; Vittoria degli Angeli fedeli. Nelle lunette è invece rappresentata la Caduta di Adamo ed Eva, e la cacciata degli stessi dal Paradiso Terrestre. Adesso è spoglia e vi si apre una porta che conduce allo spazio esterno, tra il campanile e il cortile.

Nota:


1 G. Castaldi, Memorie storiche del Comune di Afragola, 1830, p. 47.

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