giovedì 11 febbraio 2016

Benedetto sia tu, Benedetto Josef!



Sono già passati tre anni.
Tornavo da un'esplorazione nelle campagne della mia città, e fu l'amico M. M. a darmi la notizia che sconvolge la Chiesa al punto tale che essa, pur rotta a tutti gli eventi di 2000 anni di Storia, ancora deve riprendersi.
Scrissi allora sul mio Facebook, di getto: 
"Forse doveva andare così: accettasti di succedere al più grande Papa moderno, nonché tuo amico, ben sapendo che ti eleggevano per avere una guida temporanea, in attesa di trovare un altro carismatico. Come Pio IX prima di te, sei stato lasciato solo quando la barca sembrava che stesse affondando, ma l'hai sempre salvata dalle onde. Ora ci sono scherni, battute, risate di piccoli individui che, nella loro vita, al massimo potranno fare i critici di programmi tv o i piccoli intellettuali affamati alle spalle di qualcuno. Tu, invece, rimarrai nella Storia per le tue lacrime per i bambini violentati, per la tua visita nel Regno Unito, per i contatti con l'Islam, pietre miliari nella Chiesa che neppure il grande polacco riuscì a piantare lungo il cammino della Storia. Grazie, Josef!".
Ancora oggi: grazie! Più si va avanti, e più si capisce che "luce del mondo" sia stato il tuo pontificato, e che straordinarietà aveva il tuo modo di essere "ordinario". Resta ancora con noi, un altro pò, a ricordarci che la luce, anche se non è visibile, brilla ancora.

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