giovedì 6 agosto 2015

Il Palazzo e la Fortezza: una visita a Lucera.

Posta sul colle più alto di Lucera, la Fortezza Svevo – Angioina rappresenta la più grande fortificazione del già complesso sistema di castelli presenti in Daunia e Capitanata.
Visitai questa monumentale opera difensiva nell'agosto caldissimo del 2012, durante un tour che mi portò a visitare quasi tutte le fortezze erette in zona durante il regno federiciano: Sant'Agata di Puglia, Bovino e Lucera, città posta a metà strada tra Foggia e i monti interni della Daunia. Nonostante la notorietà del complesso, non fu facile trovarlo tra le indicazioni spesso contraddittorie, ma la mole e la posizione della struttura aiutarono me e il mio amico Marco a raggiungere la collina.
Il complesso fu eretto fra il 1223 e il 1233 come Palatium di Federico II, che qui trasferì consistenti nuclei della irrequieta popolazione saracena della Sicilia, creando così una “colonia” musulmana nel cuore della Capitanata. Non era inusuale che grandi masse di uomini, donne e animali si muovessero e fossero trasferite anche a grande distanza dal luogo d'origine; la particolarità di tale traslazione stava nel fatto che si impiantava una popolazione che in Trinacria aveva trovato un proprio humus demico per svilupparsi in una regione totalmente differente e affatto nuova alla presenza di Saraceni sul suo territorio (se si escludevano, ovviamente, le scorribande sulle coste dei secoli precedenti). L'intento dell'imperatore era duplice: spezzare la volontà di rivolta dei musulmani, e tenere a bada gli altrettanto rivoltosi pugliesi con la minaccia di riversare su di loro la furia dei nuovi ospiti. Carlo I d'Angiò, sconfitti gli Svevi, non rinunciò a utilizzarne le ideazioni difensive, e fece inglobare il palazzo – torre federiciano in un nuovo circuito difensivo, trasformando il Castello da residenza reale in vera e propria fortezza. Fu realizzata un'imponente cinta muraria di 900metri, la più grande d'Europa, rinforzata da 22 torri quadrangolari e pentagonali, e resa inaccessibile da un profondo fossato.
Linea difensiva - Verteidigungslinie
L'antico ponte levatoio oggi è scomparso, ma è possibile accedere al complesso su un nuovo ponte costruito di recente. Appena giunti alla Porta Lucera, l'ingresso principale della fortezza, notammo una curiosità: la Porta non si apre frontalmente ai turisti, ma in un angolo rientrante fra le mura e una delle torri a 5 lati. Questa misura fu presa per evitare assalti frontali e favorire la difesa, essendo che si poteva attaccare gli eventuali nemici dalle monofore della torre. Non solo: al di sopra dell'arco d'ingresso, è visibile un'apertura rettangolare, per il passaggio della grata di chiusura della porta (o, secondo altra fonte, per il lancio di piombo fuso addosso agli intrusi). Una doppia protezione quindi, che avrebbe lasciato ben pochi superstiti.
Superato il doppio portale d'ingresso senza nefaste conseguenze, prosegummo lungo il ballatoio che separa le torri dalla corte interna, diretti verso la Torre della Leonessa. La corte che si estende in basso al destra è vasta come 8 ettari di area, e presenta molti resti interessanti: immediatamente sotto di noi c'erano lunghe file di quelli che sembravano baraccamenti, e che si suppongono essere i quartieri militari delle forze angioine. Nel punto più lontano da noi, osservammo altre rovine di fabbrica, e la guida ci informò che appartenevano alla chiesa francescana fatta erigere da Carlo II su una preesistente moschea. Nei pressi della torre, i reperti erano più numerosi e antichi: erano i resti di antichi edifici che probabilmente appartenevano all'acropoli della città romana, che sorgeva esattamente qui. Il materiale di risulta delle strutture romane sarebbe stato utilizzato per edificare le opere medievali. Pure in questo caso, nulla di nuovo sotto il sole, come ci dimostra il caso della campana Suessula, che presenta addirittura una triplice stratificazione (vedi QUI).

Torre della Leonessa o della Regina
Turm der Lowin oder der Konigin
La Torre della Leonessa o della Regina è una delle due torri angolari che dominano la cinta muraria (l'altra è la Torre del Leone o del Re). La Torre e alta 25 metri, ed è l'unica delle due che presenta ancora la merlatura duecentesca quasi perfettamente intatta, e ancora adornata da gattoni e corredata di bugne. L'interno è un vuoto ambiente circolare, dotato di una scala che corre lungo tutto l'interno in corrispondenza delle feritoie da dove i soldati potevano controllare una vasta area di territorio, fin quasi al mare. La Torre, posta a sud- est della fortezza, difenda la Porta Troiana, così chiamata perché affaccia verso la città di Troia.


Guardando attraverso i vetri anacronistici delle monofore, si è travolti da un senso di potenza per la vastità del panorama controllato, e al tempo stesso di nostalgia per quei tempi così lontani- o almeno questa fu la mia impressione in quella rovente mattina agostana.
Usciti dalla Torre, ci dirigemmo verso la Torre del Re. A ridosso di questa, c'è il monumentale Palatium federiciano, primo nucleo originario della costruzione. Originariamente a pianta quadrangolare, le fonti riportano che il terrazzo del terzo piano, per mezzo di archi a ogiva, assumeva la forma di un ottagono, figura geometrica cara a Federico.
Adiacente allo spazio interrato del castello c'è la Porta di Castelfiorentino, affacciata verso il luogo in cui l'imperatore avrebbe esalato l'ultimo respiro nel 1250. Qui finì il nostro giro, senza aver avuto la possibilità di visitare la muraglia del Palatium, in ristrutturazione.
A oggi i lavori saranno stati ultimati, e una nuova visita nella Lucera svevo – angioina, per immergersi in un mondo perduto ma che è ancora vicinissimo a noi, non è da escludere.

In primo piano, i baraccamenti militari; sullo sfondo, il Palatium di Federico II

Im Vordergrund, Die Uberreste von langen Militarlangern; auf den Hintergrund, der Palatium von Friedrich II 


Der Palast und Festung: ein Besuch in Lucera

Auf dem hochsten Hugel von Lucera in einer fur die Kontrolle der Umgebung strategischen Position erhebt sich die beein druckende Staufen Anjou Festung. Friedrich II, siedelte zwischen 1223 und 1233 Teil der unruhigen, Sarazenischen Bevolkerung Sizilien nach Lucera um und schaffle so eine muselmanische Kolonie in Herzen der Capitanata. Der Kaiser sein Palatium im Jahre 1233 errichten. Nach dem Sieg gegen die Staufen gliederte Karl I, von Anjou den Turmpalast von Friedrich II, in einen neuen Verteidigungsring ein und verwandelte das kaiserliche Wohn kastell in eine richtige Festung. So entstand ein imposanter, ungefahr 900 meter langer Mauerrinf, der durch 22 Tyrme verstarkt wurde und aufgrund eines tiefen Ringgrabens unzuganglich war;an dessen Enden sich zwei erhabene, runde Turme befinden: der Turm des Lowen oder des Konigs un der Turm der Lowin oder der Konigin, der noch immer don Originalzinnenkranz aufweist.

In der Festung gibt es:

  • Uberreste einer Franziskaner Kirche, die von Karl II, von Anjou vermutlich auf Ruineneiner fruheren, sarazenischen Moaschee errichtet wurde;
  • Trojanischer Tor, da es auf die Stadt Troja geht
  • Torn von Lucera (Hauptor)
  • Uberreste des Palatium von Friederich II.
  • Tor von Castelfiorito.

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