domenica 14 giugno 2015

Una Basilica d'altri tempi


Il santuario di Sant'Antonio, innalzato nel XVII secolo ed eretto in Basilica minore nel 2004, ha subìto nell'ultimo secolo radicali interventi di ristrutturazione che ne hanno cambiato radicalmente la fisionomia. La causa primigenia di tale rifacimento è stata il lungo abbandono della struttura a cavallo fra Otto e Novecento, in seguito alle espropriazioni unitarie, e l'utilizzo per gli usi più svariati della struttura, persino come mendicicomio, cioè ospizio per i mendicanti, gestito da San Ludovico di Casoria per alcuni anni.
Col ritorno dei frati negli Anni Dieci del Novecento, si impose un'opera di profonda riattazione dei locali, che comportò anche trasformazioni architettoniche fondamentali


Anni Dieci del Novecento

In questa foto abbiamo una panoramica laterale della facciata del santuario, notevolmente diversa dall'attuale, ma sempre suddivisa in tre sezioni da due trabeazioni.
L'ingresso era costituito da tre archi separati dal sagrato tramite cancellate in ferro, e davano accesso alla navata centrale della chiesa. Al di sopra di quello centrale osserviamo un regolo bianco, probabilmente recante lo stemma francescano delle braccia incrociate. Nello spazio mediano, fra l'ingresso e l'apice, si osserva la finestra che illumina la navata principale. Infine, la parte superiore del tempio è occupata da un'edicola con timpano, contenente l'affresco con l'immagine slanciata di Sant'Antonio che scende dal cielo. Una fonte cita anche la scritta sotto l'effigie: “O Antonio, Afragola è tua”. L'affresco andò purtroppo perduto per le intemperie già alla fine degli anni Venti. Possiamo osservare l'antico campaniletto a vela a due fornici della chiesa, risalente al 1915. Sia il campanile che l'edicola con l'effigie del Santo presentano corpi architettonici arrotondati che danno un senso di slancio alle strutture. Gli edifici laterali, che conducono al chiostro e al museo, presentano un solo grande arco d'ingresso e una porticina per gli ambienti conventuali. Fra di essi, la Croce, risalente a inizio Novecento.


Anni Dieci del Duemila


Un secolo dopo, il prospetto ha subito modificazioni radicali. La facciata è rimasta divisa in tre settori, ma l'ingresso è ora sormontato dalla loggia delle benedizioni del secondo piano. I due archi laterali sono stati chiusi, ma in compenso sono stati aperti due ingressi laterali alle navate minori. Il tempio a cuspide adesso ospita delle maioliche policrome raffiguranti l’effige di Sant’Antonio di Afragola sollevato in Paradiso da una nuvola e circondato da 5 Angeli festanti, alcuni dei quali con giglio. L’attuale effige fu voluta dal Padre Guardiano Alessio la Rocca nel 1935. Sul lato sinistro, osserviamo l'alto campanile a 4 ordini, terminante con la cupola affusolata foderata in lamina di rame e con un loggiato panoramico. Fu costruito sotto il guardianato di Padre Egidio Annunziata e inaugurato nel 1951. Gli edifici laterali che danno accesso alla Sala delle Offerte e degli ex voto presentano adesso portali rettangolari, e la Croce è stata spostata sull'estrema destra, a costo però della distruzione dell'antica inferriata.

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