martedì 3 febbraio 2015

Rendiamo grazie

La Rocca di Cassino, prima cover stabile del blog

Per la prima (e sarà anche l'unica) volta, parlo di questo blog che state leggendo. E' infatti passato giusto un anno da quando “Vetus et Novus” ha emesso il suo primo vagito storiografico. Era la fredda sera del 3 febbraio 2014 quando caricai il primissimo articolo, dedicato a Napoli e al suo ventre più intimo. Il blog nasceva dalla volontà di radunare in un'unica sede tutti (o quasi) gli articoli che avevo redatto negli anni precedenti, e che erano sparpagliati su varie testate cartacee e online. Tale strumento mi permetteva di parlare anche di argomenti che non destano interesse negli afragolesi o nei napoletani in genere, essendo più affini alla mia (futura) specializzazione sul Papato e in genere sul Medioevo.
Il primo mese di vita del blog coincise con la più brutta pagina della mia vita, e dovetti giocoforza curarlo poco. Nelle settimane successive a quel periodo, presi in considerazione anche la chiusura del blog, tanto rifiutavo tutto ciò che stava accadendo in quelle settimane. Seppi riprendermi, e ritornai sulla mia decisione. Non me ne sono mai pentito, perché in effetti è grazie ad esso che ho potuto trasmettere al mondo – beh, non esageriamo, diciamo al “mondo” locale – le mie rivisitazioni, o vere e proprie scoperte, in campo storico: il sito degli antichi Micenei, il campo di prigionia del Casone Spena, la croce crociata in San Marco in Sylvis, le opere del pittore Angelo Mozzillo per quanto riguarda Afragola; la millenaria chiesa di Casolla in Caivano; la rinascita dei fiumi Riullo e Sebeto, rispettivamente in Acerra e Casalnuovo. Pian piano, con la progressiva traduzione di alcuni articoli, il blog iniziò ad avere visualizzazioni anche in altre aree del globo. Una cosa ovvia, e i blogger più esperti, abituati a contatti provenienti da 10 o 20 Stati ogni giorno, rideranno di questo; ma permettetemi di dire, che per un blog storiografico locale, avere un lettore costante da Mosca o Lione, come accaduto quasi ogni mese, è un piccolo successo.
Tuttavia, so bene che “sic transit gloria mundi”, e dunque, pur avendo piacere degli oltre 10000 contatti di questi 12 mesi, chino la testa e ringrazio soprattutto te, lettore. Perché il vero editore di un blog come questo, non è chi lo riempie di articoli, ma chi va a leggerli; non è tanto chi diffonde informazioni, ma chi elabora queste ultime, e approfondisce le sue conoscenze. Insomma, come mi disse un caro amico, la validità di un articolo non è tanto come sia scritto, ma quante persone riesce a rendere più consapevoli su un argomento. Avrei potuto scrivere 10 volte meglio il pezzo sulle Casine reali di Acerra, ad esempio, ma se non avesse avuto la diffusione che ha avuto, e se non avesse informato gli abitanti di quest'area di quello che rappresentavano quei tre ruderi, sarebbe stato inutile. L'articolo, e il suo autore in primis, saranno già stati dimenticati, ma almeno ci sono 500 persone in più rispetto a prima che sanno che Ferdinando IV veniva a caccia da queste parti. E ciò significa che l'obbiettivo culturale è stato raggiunto.

Nelle prossime settimane, il blog tenderà a lasciare, progressivamente e senza fretta, la sua “tana” afragolese, per estendersi e ramificarsi. Inevitabile evoluzione dei miei interessi, ma anche consapevolezza che per capire le dinamiche di un dato territorio, spesso e volentieri bisogna sbirciare anche oltre i suoi confini. Anche se questo significa andare molto lontano...


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