domenica 8 febbraio 2015

Il campanile delle..."janare"

Campanile di Pietrasanta
E' davvero curioso il caso del campanile della chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta di Napoli. Risalente all' XI secolo, anche se una fonte lo dice leggermente più antico, è un'opera in laterizio che presenta materiali "riciclati" da un precedente tempio pagano, dedicato alla dea Diana. Tale dea favoriva i parti, e il suo culto era esclusivamente femminile. Questo settarismo religioso era poco gradito ai napoletani, che disprezzavano quelle donne fissate e misteriose. Così le "dianare", adoratrici di Diana, divennero nella lingua napoletana le "janare", invasate religiose, e oggi conosciute come spettri femminili urlatrici. Il tempio sarebbe poi diventato una chiesa dedicata alla Vergine, ricostruita sopra una pietra santa in grado di guarire ogni male se baciata con devozione. Il campanile di cui vi sto parlando è quasi certamente il più antico d'Italia, e alla base presenta un marmo bianco intarsiato con motivi floreali. Al di sotto del campanile, durante il restauro del Novecento, furono ritrovate una scacchiera da gioco di epoca romana o poco più tarda e una tomba, che fu attribuita al botanico e zoologo Stefano delle Chiaie.
A proposito di tomba, una tradizione (di cui non sono riuscito a ritrovare per ora la fonte, sempre ammesso che esista) indica nello stesso luogo la tomba del vescovo di Roma Evaristo, passato allo Storia più che come quinto papa effettivo, come "vicepapa" del predecessore, Clemente I, in esilio imperiale nel Chersoneso. E' più probabile che questo antico pontefice riposi ora nel POLIANDRO, la fossa comune costruita nella moderna Basilica vaticana per raccogliere le spoglie degli antichi sepolti ignoti; tuttavia, essa costituisce una delle tante leggende napoletane, che come il campanile, sfidano i secoli, si trasformano ma non crollano mai.

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